martedì 12 maggio 2009

<<37>>

Il capitolo è intitolato 37 proprio come il numero civico della casa abitata dal protagonista.
Mi mette nostalgia la descrizione di questa grande casa colonica, piena di stanze che danno l’impressione di aver, con il tempo assorbito l’essenza delle persone che le hanno abitate. Come, ad esempio, la camera della vecchia zia che ne conserva il nome anche dopo anni dalla morte della sua occupante.
Nella società “disgregata” in cui ci troviamo a vivere oggi, mi colpiscono i rituali familiari settimanali che riuniscono la famiglia allargata, come il tè del sabato pomeriggio, in cui vengono usati ambienti e stoviglie di maggiore pregio. Fa simpatia la decisione dei genitori, troppo occupati perché scienziati, di affidare ad una zia la scelta dell’arredamento della casa. Tale zia tra l’altro sembrava avere gusti un po’ confusi in fatto di arredamento.
. Credo che tutti noi da bambini abbiamo avuto un rifugio in cui ci sentivamo al sicuro, intoccabili… una grande casa per un bambino offre tanti angoli per creare uno spazio tutto suo, come il retro di un mobile nel sottoscala.
Intenerisce come la biblioteca, inviolabile territorio paterno, si trasformi in un luogo di gioco e di unione familiare durante i giorni di festa!!
In conclusione queste case a dimensione realmente familiare fanno impallidire i nostri appartamenti cosi privi di “anima” e storia….

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La mia foto
Roma, Italy
Sono nata e vivo a Roma,ho 30 anni, sono sposata da 2 anni e sono mamma da 1 anno... sogni infranti...molti...sogni nel cassetto...di più! Tante passioni, molte trascurate negli ultimi tempi... unico requisito per non perdere la testa...la fede.

milo

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