lunedì 9 agosto 2010

Seduta nella mia vecchia stanza


Seduta di nuovo nella mia stanza, la stanza che mi ha visto bambina, adolescente ed infine, oggi, adulta, posso pensare che nulla è successo. Che tutto è apposto, che Nonno ci sia ancora, ad una sola porta di distanza, col suo vocione e i suoi borbottii, l’uomo tutto d’un pezzo di una volta, quello che girava per casa vestito di tutto punto, con la camicia ed il nodo della cravatta ben fatto, con le scarpe di cuoio lucido, come se dovesse uscire da un momento all’altro. Ma in definitiva non usciva quasi mai. Lo ricordo seduto in salone, sulla poltrona davanti alla porta finestra invasa dalla luce del sole mattutino, li a leggere il giornale. Ben diverso dall’uomo in poltrona con la coperta sulle ginocchia. Ma di questo non voglio parlare.
Seduta qui, nella mia camera, sembra siano passati solo qualche giorno, tutto è come è sempre stato…Roma è lontana, ma anche se lontani parenti e amici continuano la loro vita di sempre, stanno bene. Zia non si è ancora ammalata, è al ristorante con Zio a lavorare nell’afa oppure in vacanza a Civita. Sono in compagnia dei miei cugini più grandi, si fanno grandi mangiate e lunghe chiacchierate, fino all’alba.
E’ come se sedendomi di nuovo in questa camera, si fosse d’improvviso chiuso il buco-spazio-temporale che ha diviso la mia vita da adolescente, portandomi in questa di adulta. Dove tra quattro mesi precisi sarò una donna sposata, con tante responsabilità, un marito e una casa di cui occuparmi. Non che non ne sia felice, è solo che mi sento presa in una spirale della mia vita, in cui tutto gira velocemente, vorticandomi intorno e facendomi girare tanto da togliermi il fiato. Niente è come lo ricordavo, nessuno è quello che pensavo, io stessa spesso fatico a riconoscermi e mi domando se veramente mi piace quello che sono diventata. Se assomiglio almeno un pochino alla donna che immaginavo e che sognavo di diventare quando, stesa su questo lettino, guardavo il soffitto per ore ed ore.

giovedì 16 luglio 2009

Harry Potter e il Principe Mezzosangue


E' arrivato il terzo capitolo della mia saga preferita, era dunque un obbligo per me non perdermi l'anteprima ieri sera.
è stata una grande fortuna riuscire a trovare i biglietti, anche nella maxi-multisala di Parco Leonardo. Erano anni che non vedevo una sala del cinema traboccante come quella di ieri sera. pochi i bambini, quasi tutti adulti ed adolescenti.
Veramente appropriato il sottotitolo del manifesto pubblicitario <>, la pellicola infatti colpisce subito per l'assenza di luce e le tonalità cupe e fredde caratterizzate dal grigio e dal nero.
Dall'inizio alla fine, ho avuto la sensazione che ci fosse qualcosa di diverso in questo film rispetto agli altri. Sicuramente l'atmosfera è grave e ti piomba addosso da subito come fosse un fardello che tu in prima persona sei chiamato a portare con te.
Rispetto ai primi cinque si accusa la mancanza di stacchi comici nella narrazione, questo rispetta sicuramente la script del libro, ma in qualche modo snatura lo stile HP. Quei pochi momenti comici che sono presenti nella narrazione non ce la fanno a farti tirare un pò di fiato.
Il film è molto fedele al libro per quasi tutta la durata, anche se secondo me, doveva essere assolutamente rispettato nell'ultima parte il fatto che, mentre i Mangiamorte assassinano Silente, Harry non rimane li inerte a guardare, ma non interviene perchè pietrificato e reso invisibile proprio da un incantesimo di Silente.
Molto bravo il giovane Malfoy che riesce a trasmettere la paura di dover svolgere un compito al di là delle proprie possibilità e della propria coscienza...fa quasi tenerezza.
Grossa pecca di questa edizione è a mio avviso la colonna sonora che fa fortemente sentire la mancanza delle arie di John Williams.
Altra nota va al doppiaggio che manca del solito sentimento in alcune parti.
In conclusione, la passione per HP film e libro fanno superare queste imperfezioni, ma non le fanno dimenticare.
Intendiamoci, vale assoluta mente il biglietto ( e non ci vuole molto rispetto a tanti altri) ma non mi ha conquistato tanto da non poter iscrivere questo episodio nei miei preferiti.

martedì 12 maggio 2009

<<37>>

Il capitolo è intitolato 37 proprio come il numero civico della casa abitata dal protagonista.
Mi mette nostalgia la descrizione di questa grande casa colonica, piena di stanze che danno l’impressione di aver, con il tempo assorbito l’essenza delle persone che le hanno abitate. Come, ad esempio, la camera della vecchia zia che ne conserva il nome anche dopo anni dalla morte della sua occupante.
Nella società “disgregata” in cui ci troviamo a vivere oggi, mi colpiscono i rituali familiari settimanali che riuniscono la famiglia allargata, come il tè del sabato pomeriggio, in cui vengono usati ambienti e stoviglie di maggiore pregio. Fa simpatia la decisione dei genitori, troppo occupati perché scienziati, di affidare ad una zia la scelta dell’arredamento della casa. Tale zia tra l’altro sembrava avere gusti un po’ confusi in fatto di arredamento.
. Credo che tutti noi da bambini abbiamo avuto un rifugio in cui ci sentivamo al sicuro, intoccabili… una grande casa per un bambino offre tanti angoli per creare uno spazio tutto suo, come il retro di un mobile nel sottoscala.
Intenerisce come la biblioteca, inviolabile territorio paterno, si trasformi in un luogo di gioco e di unione familiare durante i giorni di festa!!
In conclusione queste case a dimensione realmente familiare fanno impallidire i nostri appartamenti cosi privi di “anima” e storia….

Gitarella I SANU



La giornata è iniziata alzandomi dal letto alle sette con il “muso-lungo” per l’alzataccia di sabato per andare oltretutto all’università….
In realtà la giornata è stata una rivelazione!
Mi sono rilassata ascoltando la storia del vulcano che ha dato origine ai Colli Romani all’interno del pullman, in una giornata di sole fantastica, ammirando la campagna romana che non ho mai modo di ammirare quando sono io alla guida…
La visita all’azienda vinicola di Pietra Porzia è stata veramente molto interessante ed…alcolica!!
Cito la storia che ci ha sapientemente raccontato il Direttore dell’azienda Vittorio:

“496 A.C., in un grande anfiteatro con al centro il lago Regillo, Romani e Latini si affrontano in una dura battaglia; nel momento decisivo scendono dal cielo i dioscuri, figli gemelli di Giove, e portano i Romani alla vittoria!Il teatro della battaglia è oggi la Tenuta di Pietra Porzia, un rio al centro della proprietà ricorda l'antico lago, la grotta dai lunghi corridoi scavati forse in epoca romana, testimonia una tradizione agricola che nel 1714 vedeva l'azienda divisa fra le proprietà papali di Clemente XI e quelle del principe Borghese. La data del 1892 incisa nei mattoni ricorda la nascita della cantina moderna che costituisce l'antica cantina scavata nel tufo di epoca romana. Poco dopo il nonno degli attuali proprietari, i Giulini, da all'azienda, 47 ettari a corpo unico, l'aspetto attuale con il grande vigneto e l'uliveto nella parte alta dell'anfiteatro.I 40 ettari di vigneto sono piantati a Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, Malvasia del Lazio, Greco e Bombino usati nel Frascati Superiore; Montepulciano, Cabernet e Merlot per il Castelli Romani rosso.7 ettari sono piantati a Frantoio, Leccino e Moraiolo per l'olio d'oliva extravegine.Nel 1945 diviene una villa oggi dimora storica, viene costruita dall'architetto Luccichenti in posizione dominante con una vista mozzafiato, che spazia da Roma a Tivoli, ai Castelli Romani, a Monteporzio e Frascati.Oggi la villa e la foresteria sono state trasformate in un albergo di campagna con 12 camere, un ristorante agrituristico e una piscina a disposizione di chi vuole riscoprire la bellezza di un paesaggio intatto nella campagna romana.Alla stessa proprietà fa capo un'altra bellissima azienda viticola con agriturismo a Novi Ligure (Piemonte) http://www.tenutalamarchesa.it/ e la collezione di moda Liolà http://www.liola.it/
Dopo aver ascoltato la bellissima spiegazione sia della storia che del funzionamento dell’azienda, il Sig. Vittorio ci ha gentilmente offerto una maestosa degustazione degli stupendi vini prodotti nella sua valle. Io personalmente mi sono trovata in difficoltà a sceglierne uno da preferire agli altri…ma alla fine credo che a mio gusto vince il magnifico passito!!!
Comunque alle undici di mattina tutto il 1° SANU era totalmente ubriaco (Prof comprese!!)
Il pranzo è stato consumato tristemente al PRABB, dico tristemente perché dai Colli Romani tornare a mangiare a Roma è veramente un’eresia!!!
Anche se pensavo che la giornata ormai fosse destinata a scendere in qualità, sono stata nuovamente smentita e piacevolmente sorpresa all’arrivo alla Riserva Naturale di Decima Malafede.
Abbiamo percorso un itinerario naturalistico accompagnati dal Dott. (oddio non ricordo!!), che è stato veramente speciale per l’amore con cui ci ha raccontato la realtà di questa riserva, e la straordinaria capacità nel coinvolgere (purtroppo) quasi tutti nei suoi racconti.
Non potevo immaginare che ai margini di una grande città come Roma ci fosse una vallata che mantiene i segni inalterati di una natura di millenni fa… riporto un abreve descrizione del percorso dal sito della Riserva:

“Nella zona di Roma sud, lasciandosi la Via Pontina alle spalle, girando per Via di Valle di Perna e percorrendo una lunga e sinuosa strada sterrata si giunge al Sentiero natura Valle di Perna.
Il sentiero natura Valle di Perna è stato realizzato dal wwf in collaborazione con RomaNatura nell'area protetta di Decima-Malafede, tra la zona di Valle di Perna e i monti della Caccia. Nasce come laboratorio naturale, col fine di permettere ai visitatori che lo percorrono di ammirare e conoscere il patrimonio naturalistico della campagna romana che si estende intorno. Per rendere fruibili nozioni geologiche e botaniche relative alla riserva, i volontari hanno proceduto alla realizzazione di sette pannelli esplicativi posti lungo il sentiero. Il percorso, della lunghezza di 3 km, terminerebbe con un imponente albero monumentale, una quercia da sughero (Q. suber) secolare ma la sua totale percorrenza è ostacolata da un campo coltivato, dopo circa 2 km dall'inizio.
La vegetazione, che varia in base alla disponibilità d'acqua, all'esposizione al sole e al grado di sfruttamento antropico, si può inquadrare in tre paesaggi fondamentali: i boschi, la steppa antropica e le zone umide.
I boschi, estremamente variabili in termini di composizione, costeggiano il sentiero e si estendono lungo i fianchi delle colline non adatte allo sfruttamento agricolo. Dove il bosco è stato distrutto per l'intervento antropico, pascoli e colture, prende vita un paesaggio diverso rappresentato da formazioni arbustive o dalla steppa antropica composta da formazioni erbacee di vario tipo.
Questo tragitto sconosciuto a molti, data anche la sua ubicazione poco visibile e i pannelli ormai sbiaditi, rappresenta una finestra su un mondo prezioso dal punto di vista naturalistico e stupisce il silenzio che lo caratterizza, sebbene a due passi dalla rumorosa metropoli romana.”
(da www.romanatura.roma.it)
Ho intenzione di partecipare assolutamente alle prossime iniziative della riserva come le escursioni notturne per l’osservazione delle lucciole!!!
Nel complesso una giornata che si è rivelata faticosa ma veramente interessante ed educativa! Possiamo dire che l’intento della visita culturale del Campus è stato raggiunto!!

giovedì 7 maggio 2009

Zio Tungsteno

Ho acquistato questo libro "casualmente" perché nella lista era l'unico disponibile alla Feltrinelli. La prima cosa che mi ha colpita è stata la freschezza nello stile della narrazione, non so bene perché, ma dall'aspetto mi aspettavo un vero e proprio mattone...
Il primo capitolo mi è piaciuto perché è un vero e proprio salto nei ricordi di un adulto, ma narrati con la semplicità e lo stupore di un bambino.
Bellissima a mio parere la figura della mamma che sa raccontare il mondo ed i fenomeni più comuni come se fossero formule magiche di un mondo che non ha nulla di scontato, ma al contrario è tutto da scoprire, con regole che sembrano capovolgere il "senso comune" o sicuramente quello che si può aspettare un bambino che si affaccia sulle più banali regole della fisica. Per una ragazza è sicuramente un metodo pedagogico di cui fare tesoro per il futuro, perché non è facile catturare l'attenzione dei bambini per il sapere in generale e fare in modo che si sviluppi una vera passione per la cultura e una sana curiosità nell'apprendere. Certamente molto meno facile che piazzarli davanti alla TV o alla play station....
La descrizione dell'estensione della famiglia allargata mi fa rimpiangere veramente i tempi in cui bambini ed anziani iniziavano e chiudevano il "circolo della conoscenza".
La cosa che mi fa un pochino sorridere è che in una famiglia così grande non c'è nemmeno un componente che faccia l'idraulico o lo spazzino!!!!!!

lunedì 4 maggio 2009

strade regionali


Questo weekend dopo aver passato un'ottima giornata con amici a Campagnano, ho deciso che per tornare verso Roma potevo prenderemi il lusso di girovagare a caso sulle mille stradine che contornano la Cassia. E' sempre una sperienza meravigliosa che mi fa rientrare in contatto con le mie radici...i paesini che in adolescenza si fuggono per vivere la città si riscoprono poi dopo i venti. la vegetazione in questo periodo dell'anno è rigogliosa, i campi sono pieni di fiori di campo selvatici e se solo si abbassa il finestrino entra il profumo della primavera. Soprattutto ti puoi prendere il lusso di goderti ogni curva, ogni salita con la conseguente discesa...


La trovo una efficacissima cura contro lo stress metropolitano in cui ogni percorso in macchina è semplicemente un ostacolo tra te e la meta da raggiungere nel più breve tempo possibile. Anche quando capita nel fettoloso tragitto di vedere scorci della campagna romana, in realtà non lo notiamo perchè i nostri occhi sono velati da pensieri che ci pressano al futuro immediato e non permettono il godimento del presente.
Stò perdendo anche la capacità di stupirmi dell'armonia bella e perfetta della natura nella sua semplicità.
Sono felice della boccata d'ossigeno spirituale di questo mini viaggio in realtà dentro me.

mercoledì 29 aprile 2009

Raduno Lotus Drivers




Il raduno è stato organizzato a Volterra, dove ho scoperto la meravigliosa lavorazione dell'alabastro...l'ho molto ammirato ma l'acquisto della gita è stata una meravigliosa Katana in perfetto stile Kill Bill, che avevo adocchiato da tempo e quindi non sono riuscita a resistere.

per la legge del contrappasso questa settimana non faccio la spesa e probabilmente finirò a mangiare la pappa del cane...

Lorganizzazione del raduno è stata impeccabile anche se il tempo non è stato affatto clemente e purtroppo siamo stati tutta la domenica mattina sotto l'acqua...lo spettacolo della piazza di Volterra piena delle 58 macchine è stato veramente notevole, tanto che l'acqua ed il vento non hanno scoraggiato i paesani ed i turisti di passaggio a farsi varie foto accanto alle maglifiche auto britanniche. Una notevole fortuna mi ha accompagnato nell'assegnazione dell'albergo a quattro stelle con ogni comfort (è giunta voce infatti che molti se la sono cavata molto peggio!!!) .

Le due parti migliori del viaggio sono stati per me il tragitto di andata dove abbiamo percorso (a mio avviso) la sperbia Cassia Vecchia, che ha toccato gran parte del percorso della Millemiglia fregalandome molte emorioni ed inoltre ci ha fatto visitare, anche se di sfuggita, tanti paesini a me sconosciuti.

La seconda, ma non ultima per importanza, fantastica esperienza è stata la botta di culo (passatemi il linguaggio) del ristorante trovato in maniera assolutamente casuale uscendo a caso dall'Aurelia. Nella maremma toscana, in una zona apparentemente poco abitata, in mezzo a vigne ed uliveti, abbiamo scovato un fantastico maneggio con ristorante, dove abbiamo pranzato con della superba carne argentina e vino locale, circondati da un silenzio carico di pace spezzato solo dal crepitio della stufa a legno accanto al nostro tavolo. Visto che ci trovavamo in una veranda abbiamo mangato con tutto in torno il vento forte che agitava gli ulivi ed i cavalli che si allenavano nei recinti.

In conclusione, apparte la stanchezza della domenica sera, un weekend sereno da ricordare.

Info

La mia foto
Roma, Italy
Sono nata e vivo a Roma,ho 30 anni, sono sposata da 2 anni e sono mamma da 1 anno... sogni infranti...molti...sogni nel cassetto...di più! Tante passioni, molte trascurate negli ultimi tempi... unico requisito per non perdere la testa...la fede.

milo

milo